di Emilia Morelli
Opzione Donna ancora fuori dalla manovra, ma il governo lascia intravedere un possibile recupero dell’emendamento. Intanto arriva l’accordo con banche e assicurazioni per evitare l’aumento dell’Irap e trovare nuove coperture
L’emendamento dedicato a Opzione Donna viene nuovamente bloccato, ma il suo futuro non è ancora del tutto compromesso. A indicarlo è il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Lucio Malan, che ha definito “verosimile” un nuovo intervento del governo per individuare le coperture economiche necessarie. In tal caso, la proposta potrebbe tornare sui tavoli della Quinta commissione per una nuova valutazione.
Secondo Malan, il gruppo parlamentare ha già discusso informalmente delle priorità da portare avanti nella manovra, citando temi complessi e onerosi come le compensazioni fiscali, la disciplina dei dividendi, la regolazione degli affitti brevi e l’iperammortamento. Questioni che richiedono analisi tecniche e risorse considerevoli.
Il percorso dell’emendamento e i motivi dell’inammissibilità
La proposta di Fratelli d’Italia, firmata dalla senatrice Paola Mancini, è stata nuovamente dichiarata inammissibile, compromettendo per ora la possibilità di prorogare il pensionamento anticipato per determinate categorie di lavoratrici. L’emendamento mirava a ripristinare una misura esclusa dal testo originario della legge di bilancio, ampliando sia la scadenza per maturare i requisiti sia la platea delle beneficiarie.
Un primo tentativo era già stato fermato durante la precedente scrematura dei numerosi emendamenti presentati. Anche la seconda versione è stata respinta per la mancanza di indicazioni dettagliate su costi e coperture: la misura avrebbe richiesto circa 90 milioni di euro, attingendo quasi interamente al fondo da 100 milioni destinato alle modifiche parlamentari.
Ventuno emendamenti respinti: ecco quali restano fuori
Il giro di approfondimenti della commissione Bilancio ha portato a dichiarare inammissibili 21 proposte complessive, di cui quattro per materia e diciassette per carenza di copertura. Oltre a Opzione Donna, vengono scartati l’intervento di FdI per ampliare la detassazione dei contratti, quello per incentivare le assunzioni stabili nel Mezzogiorno e la proposta della Lega sulla flat tax per i giovani.
Tra gli emendamenti esclusi per ragioni di materia compare anche quello di Forza Italia relativo all’autofattura sull’acquisto di tartufi da raccoglitori occasionali. Intanto la commissione Bilancio fissa al 3 dicembre il termine per eventuali riformulazioni o sostituzioni delle proposte respinte.
Rimane invece in corsa l’emendamento sul Mes, modificato rispetto alla prima versione: la vendita della quota italiana resta contemplata, ma senza l’indicazione di un valore stimato.
Accordo con le banche per evitare il nuovo aumento dell’Irap
Parallelamente, sul fronte fiscale si registra una svolta. Il governo avrebbe raggiunto un’intesa con banche e assicurazioni, superando l’ipotesi di un ulteriore aumento di mezzo punto dell’Irap, considerato eccessivamente gravoso dagli istituti di credito.
L’accordo prevede l’abbandono dell’aumento dello 0,5% dell’imposta in cambio di una riduzione più incisiva delle deducibilità sulle perdite pregresse. Una soluzione che consentirebbe di reperire le risorse necessarie per finanziare altri interventi della manovra senza appesantire ulteriormente il carico fiscale del settore creditizio.
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